Trasformare le cicatrici e le ferite in oro.

kintsugiExpansion. Scultura di Paige Bradley. New York.

Non mi pento dei momenti in cui ho sofferto. Porto su di me le cicatrici come se fossero medaglie.  (Paulo Coelho)

Nella cultura occidentale un oggetto rotto o si può riparare, come se nulla fosse successo, oppure non vale la pena tenerlo e si butta. Meglio uno nuovo. In Giappone, sin dal 1500, esiste una tecnica chiamata Kintsugi (o Kintsukuroi), letteralmente traducibile in Riparare con l’oro che consiste nel recuperare oggetti di ceramica (in genere vasellame) frantumati, saldando i pezzi con una speciale lacca e riempiendo i punti di saldatura con colatura di oro o argento o con polvere d’oro.

Il risultato è sorprendente: l’oggetto riacquista vita e guadagna inestimabile valore,  impreziosito dal pregiato metallo e  trasformato in un pezzo unico, non riproducibile, in quanto ineguagliabili le crepe di ogni singola effrazione. Tra integrità e rottura c’è la ricomposizione, c’è il concetto che dall’ imperfezione possa nascere una nuova forma di perfezione estetica e interiore, un rinnovamento, una crescita.

kintsugi

kintsugi

Anche le persone, lungo il proprio percorso di vita, incontrano delusioni, abbandoni, fallimenti che arrecano dolore e formano in loro delle vere e proprie crepe. Mi si è rotto qualcosa dentro. Sono a pezzi. Sono le frasi che ricorrono spesso in questi casi. Ci si sente inutili, da buttare via, come se nulla avesse più senso. Allo stesso modo non si accettano i segni del tempo, disegnati dall’avanzamento dell’età a modificare l’ aspetto estetico.  Il dialogo interiore che ne consegue crea, nutre e accresce una serie di convinzioni limitanti che contribuiscono a sentirsi inutili, da buttare.

Si dovrebbe utilizzare, in questo caso, un Kintsugi dell’anima. Riconoscere, osservare e riempire d’amore le proprie ferite, consapevoli che fanno parte della nostra storia, del vissuto che ci ha trasformato in quello che siamo; ogni evento, per quanto doloroso, ci insegna qualcosa, ci forma, ci matura. L’amore come l’oro su un piatto esalta e rende splendida la nostra essenza, ci rende Unici e meravigliosi. Trasformare le ferite in perle, come scrive il monaco benedettino Anselm Grün:

Se ci riconciliamo con le nostre ferite,

esse diverranno una sorgente di vita feconda

per noi e per le persone che ci circondano.

 

 

 

 

 

 

 

Marco Luisi
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