Le cinque chiavi del successo.

Il successo non viene solo con la vittoria, ma talvolta anche già col voler vincere.
(Friedrich Nietzsche)

Successo

Il successo nello sport, nel lavoro, nello studio, nella vita è la meta alla quale tutti, chi più chi meno, ambiscono. Diventare un campione, ottenere una posizione prestigiosa, essere riconosciuto e omaggiato è un sogno che, in molti casi, resta tale. Questione di talento naturale? Solo in parte. Certo, di Messi non ne nascono tutti i giorni, ma anche La Pulce del Barcellona, se si fosse accontentato delle proprie doti, non sarebbe diventato il calciatore numero 1 al mondo.

La strada che conduce al successo è lastricata di: allenamento costante, lavoro duro per affinare le proprie capacità, disponibilità a migliorarsi senza mai sentirsi arrivati, determinazione e volontà di lottare. Difficile? Certo. Per questo motivo il successo arriva a chi è disposto a tutto ciò e snobba chi pensa gli debba arrivare dall’alto. Dal cielo cade solo la pioggia!

La buona notizia è che puoi anche tu imparare ad avere successo mettendo in campo Volontà, Convinzione e Determinazione. Questi sono i veri talenti di un Campione e si possono apprendere, coltivare e sviluppare.

In un precedente articolo abbiamo appreso che la prestazione deriva da quattro forme di preparazione complementari tra loro e indispensabili: tecnica, atletica, tattica e mentale. In questo post ti parlo di cinque aspetti fondamentali, anch’essi strettamente collegati, in grado di condizionare la prestazione.

Le cinque chiavi del successo

  1. Autostima. Nell’approccio mentale a una gara è il primo, potente strumento in grado di condizionare la performance e dipende direttamente dal dialogo interiore, dalle convinzioni che possono essere potenzianti o limitanti e dalle autovalutazioni. Considerati incapace, stanco, inferiore all’avversario e le chance di venir sconfitto saliranno vertiginosamente, fosse anche per la soddisfazione di poterti dare ragione: L’avevo detto che avrei perso!
  2. Aspettative. Ovvero la convinzione di un individuo che un certo sforzo condurrà al raggiungimento di un determinato obiettivo. L’aspettativa si basa su probabilità soggettive ma esistono ulteriori elementi da tenere in considerazione, come l’autostima, il livello delle capacità possedute, la qualità delle risorse e infine il possesso di un’adeguata preparazione.  In carenza di questi requisiti  si ha una probabilità minima di soddisfare le aspettative, pur mettendoci impegno; se invece i requisiti vengono soddisfatti, la probabilità di una prestazione di successo diventa massima, purchè vincolata totalmente all’impegno.
  3. Impegno. Dacci dentro,  focalizzati solo sul match (senza prestare attenzione a cose che ti distraggano) in ogni sua frazione (senza pensare di aver già vinto o perso); lotta in ogni momento e consideralo determinante, come se non ci fosse un dopo. Dall’impegno dipenderà la qualità della prestazione.
  4. Prestazione. E’ la somma delle precedenti componenti e ne consegue che possa essere eccellente, mediocre o scarsa. Spesso si confondono la prestazione e il risultato. Non sempre coincidono: si può giocare una buona partita pur perdendo o si può vincere giocando male. Fuor di dubbio che contano i punti, ma personalmente prediligo la prima opzione. Il risultato è, spesso, condizionato da fattori esterni: ambientali, fortuiti o attinenti la condotta degli avversari o da fattori interni:  preparazione fisica, tecnica, tattica e mentale.  Preferisco che questi ultimi siano perfettamente allineati indipendentemente dall’esito di un singolo evento, perché mi lasciano molto più fiducioso rispetto alla parte rimanente del torneo, piuttosto che gioire per una vittoria ottenuta giocando male e che mascheri le reali carenze.
  5. Autovalutazione. E’ la fase successiva alla gara, quella in cui l’atleta o la squadra assegna un punteggio alla propria prestazione; tira le somme e valuta l’efficacia espressa sul campo. Se non supportata da consapevolezza, raramente è espressa in termini obbiettivi, essendo fortemente condizionata dal risultato e, in molti casi, dalla cultura degli alibi (ne parleremo in un altro articolo). L’autovalutazione influisce, a cascata, sull’autostima.

Qui il cerchio si chiude e si riapre.

Compreso come questi cinque elementi siano fortemente collegati fra loro, possiamo immaginarli rappresentati da due diagrammi che illustro qui sotto e definibili come Circolo virtuoso e Circolo vizioso.

Questo percorso puoi farlo da solo oppure avvalerti del supporto di un Mental Coach.

Circolo virtuoso

Circolo viziosoAlla fine quelli che vincono sono quelli che pensano di poterlo fare.

 

 

Marco Luisi
Social

Marco Luisi

Ciao!
Sono Marco Luisi, coach e autore degli articoli che stai leggendo.
Il mio scopo è contribuire a focalizzarti sulle tue potenzialità, a indirizzarle al raggiungimento dei tuoi obiettivi personali, sportivi e professionali e a perfezionare la tua comunicazione relazionale e commerciale. Sono a tua disposizione nell'area Contatti.
Marco Luisi
Social

Latest posts by Marco Luisi (see all)

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *