Il potere dell’inconscio in tuo figlio.

Le tue parole creano il mondo in cui i tuoi figli vivranno.

Il cervello è un incredibile registratore che immagazzina i dati che riceve e che, al momento opportuno, recupera e utilizza al fine di prendere delle decisioni.

Le parole sono un dato importante: associano forti immagini ed emozioni  all’esperienza vissuta creando una potente àncora pronta a ripresentarsi, anche a distanza di anni, essendo diventata parte integrata della mappa mentale della persona.

Le parole con semantica negativa attivano l’Amigdala che è la sede del controllo emotivo, sempre alla ricerca di associazioni con il passato per decidere come muoversi. Il ricordo inconscio legato alle parole ha influenza sulla memoria al fine di prendere decisioni.

Al di sotto dei sette anni la mente conscia è messa sotto scacco dall’inconscio, che predomina. Il bambino si trova in una condizione di ipnosi, in quella fase Theta che precede il sonno profondo, in cui la mente si placa, si abbandona e lascia spazio all’Inconscio che metabolizza le informazioni ricevute.

Recenti ricerche dimostrano che il 5% del nostro tempo è sotto il controllo del Conscio, mentre il 95% è sotto il controllo dell’Inconscio, della Programmazione ricevuta. Si può considerare la mente subconscia come il nostro livello abituale di pensiero e di comportamento.

Prima di compiere i sette anni, la nostra mente subconscia ha scaricato delle credenze. Dopo quell’età, la fonte principale di apprendimento della mente subconscia è l’abitudine. (Bruce Lipton)

In quella fascia d’età il bambino osserva, recepisce e assorbe i comportamenti per farli propri. E’ un cucciolo che impara dai suoi capo-branco, cioè dai genitori. E’ una questione di Imprinting: copia i loro atteggiamenti, le loro azioni, le loro parole e le installa nelle sue mappe mentali.

Nei primi sette anni di vita apprende il proprio concetto di Identità.

Sono gli altri, in primis i genitori a fargli capire Chi è e spesso lo fanno utilizzando parole e frasi in grado di condizionare fortemente l’immagine che avrà di sè.

Facciamo degli esempi.

La mamma sgrida il bambino e gli dice cose come Sei cattivo! Non ti voglio bene! Non te lo meriti! Non sei capace di fare niente!

Certo, è solo un momento di arrabbiatura, circoscritto a uno o più episodi. Ma il bambino, che si trova nella fase Theta sopra descritta, non razionalizza, registra quelle frasi e le fa sue, associandole al proprio concetto di Identità.

Con il passare del tempo le credenze si radicano e diventano la realtà dell’individuo che si sentirà Cattivo, Non degno di essere amato, Immeritevole e Incapace.

I suoi stessi comportamenti tenderanno a confermare le sue credenze: si atteggerà in modo di apparire come tale per dimostrare a se stesso di avere ragione!

E’ il principio definito come Profezia auto-avverante.

Un buon genitore deve assumere la consapevolezza di ciò e del fatto che queste installazioni sono destinate a restare indelebili nel presente e nel futuro dei figli.

 

 

 

 

 

 

 

 

Marco Luisi
Social

Marco Luisi

Ciao!
Sono Marco Luisi, coach e autore degli articoli che stai leggendo.
Il mio scopo è contribuire a focalizzarti sulle tue potenzialità, a indirizzarle al raggiungimento dei tuoi obiettivi personali, sportivi e professionali e a perfezionare la tua comunicazione relazionale e commerciale. Sono a tua disposizione nell'area Contatti.
Marco Luisi
Social

Latest posts by Marco Luisi (see all)

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *