Comunicazione politica per affrontare e vincere le sfide elettorali.

comunicazione politicaLa comunicazione politica si è profondamente modificata dagli anni ’90 fino ad oggi.

Prima di allora la politica utilizzava espressioni colte, forti ed esclusive, fatte di richiami spesso inaccessibili a gran parte della popolazione. L’utilizzo di metafore complesse e paradossali, unitamente a frasi tanto elaborate quanto incomprensibili e a un linguaggio volutamente astruso, ambiguo e vago hanno, di fatto, creato una barriera linguistica tra il politico e il cittadino. E’ l’epoca in cui sono nati neologismi come compromesso storico o le mitiche convergenze parallele.

Ciò ha contribuito a che la comunicazione politica venisse intesa come specialistica, riservata a un ristretto numero di addetti ai lavori, contribuendo fortemente a una separazione sociale tra eletti ed elettori.

La comunicazione politica nella Seconda Repubblica

In concomitanza con la serie di arresti compiuti dalla Magistratura milanese nel 1992, nascono nuove e potenti espressioni destinate a radicarsi nell’immaginario collettivo e nei consueti modi dire: Mani pulite, Tangentopoli, Prima e seconda Repubblica.

Eventi e termini che evocano l’opportunità di una svolta, di un cambiamento e di una catarsi nei confronti della Casta. Si radica il disprezzo verso la figura del politico di professione e si auspica una nuova classe dirigente proveniente dalla società civile e più vicina al comune sentire dei cittadini.

Questo determina la nascita di definizioni quali Imprenditore prestato alla politica, come subliminale paradigma di associazione fra successo professionale e politico.

Anche la comunicazione politica, di conseguenza, cambia radicalmente. Come già da anni accade negli USA, anche in Italia la nuova classe dirigente decide di affidare agli esperti pubblicitari la diffusione dei propri messaggi. E’ l’epoca della Discesa in campo, con un evidente cambio di rotta anche sul piano metaforico: il richiamo calcistico è molto efficace poiché richiama lo sport più seguito e amato in Italia.

Con il tempo l’utilizzo sempre più invasivo delle tecniche pubblicitarie nella comunicazione politica ha trasformato il Cittadino in Consumatore, bersagliato da una comunicazione simile a quella commerciale. A ciò ha contribuito l’affidamento delle campagne, dell’immagine e della comunicazione ad Agenzie specializzate in Advertising, con il risultato che spesso il messaggio è stato perfettamente vestito nella forma, ma svuotato del contenuto.

Cittadini prestati alla politica

La conseguenza dell’assioma Cittadino prestato alla politica è meglio ha comportato un afflusso nelle liste elettorali di persone dotate forse di buona volontà, ma improvvisate e disarmate nel campo della preparazione politica e della comunicazione.

Il linguaggio è passato dall’essere forte, colto ed esclusivo a debole, popolaresco e inclusivo, abbassando il livello stilistico a quello medio-basso della vita quotidiana. Questo cambiamento si è manifestato sia nel lessico (parole basse e volgari) che nella sintassi (costrutti semplificati, frasi nucleari), che nella comunicazione sempre più orale (e gridata) e sempre meno scritta (e ragionata).

Proprio il linguaggio urlato ha preso la meglio su quello ragionato soprattutto nei talk show; la televisione è diventata una vera e propria arena per i novelli gladiatori in cerca di consenso mediatico, senza alcuna esclusione di colpi sotto la cintura. Da un’altra parte l’avvento dei social network ha spalancato le porte a chiunque desideri esprimere il proprio punto di vista, in moltissimi casi esasperato sia nelle forme che nei contenuti e scaduto nella volgarità e nell’aggressività assolute. Il tutto condensato in un numero ristretto di caratteri, anche perché “Se scrivi una roba lunga nessuno se la legge”.

E, per il paradigma del rispecchiamento e del ricalco, i politici si sono adeguati … Ossessionati dall’idea di non apparire troppo terra-terra, hanno infarcito la propria comunicazione di termini giovanilistici, sportivi o informatici. Senza smettere di inventare o riesumare metafore (Falchi e colombe, Rottamazione), o attingendo alla lingua latina per la creazione di neologismi adatti al contesto ( Porcellum, Italicum, Mattarellum).

La figura del Leader

Anche la figura del leader ha registrato una mutazione genetica, assumendo toni confidenziali di natura equivoca: il riferimento al nome proprio (Silvio, Matteo) da un lato rimanda a familiarità e vicinanza, dall’altro a devozione e sudditanza. Produce, inoltre, un’enfatizzazione del fattore personale che rischia di ridimensionare i partiti stessi e i sistemi di democrazia interna.

Complessivamente l’attuale linguaggio della politica appare decisamente debole sia a livello formale che informale, prigioniero della dicotomia tra l’essere Casta e il non voler apparire come tale.

Da dove ripartire

La Politica della Prima Repubblica, pur criticabile sotto svariati punti di vista, aveva prodotto una classe dirigente in molti casi preparata e autorevole. Era consuetudine istituire Scuole di Partito che educassero i militanti alla storia e alle dinamiche della politica.

Questa esperienza potrebbe essere il punto da cui ripartire, approfondendola e integrandola con seminari di comunicazione politica.

La formazione assume un ruolo primario per la nuova classe dirigente.

Il politico non può e non deve sentirsi su un piedistallo, distante dai cittadini e detentore di un sapere destinato a un’oligarchia, ma nemmeno essere un neofita improvvisato che porti allo sbaraglio se stesso e le Istituzioni che rappresenta. Non può e non deve utilizzare un linguaggio incomprensibile e subdolo, ma nemmeno esprimersi in maniera triviale e popolaresca.

Un leader dovrebbe essere vicino alle persone, comprendendone le necessità, i sogni e aiutandole a soddisfarle e a realizzarli, così come dovrebbe manifestare credibilità, autorevolezza e capacità di tradurre in realtà gli obiettivi prefissati.

Il cliente ha sempre ragione?

Partire da questo assunto consentirebbe all’uomo politico di :

  • ricordare sempre che la politica è al servizio dei cittadini e non viceversa;
  • mantenere rispetto nei confronti degli elettori;
  • riconoscere i propri errori anche in caso di comunicazione inefficace ed evitare di ripeterli in futuro. Chiedersi dove HO sbagliato, abbandonando la cultura degli alibi e dello scarico di responsabilità;
  • creare una disponibilità mentale a uscire dal proprio mondo per sintonizzarsi maggiormente con quello degli elettori.
La comunicazione politica è innanzitutto una relazione fra persone

e in una relazione è determinante la creazione di rapport fra chi comunica e chi ascolta. A questo scopo diventa indispensabile:

  • adeguare la comunicazione politica al contenuto del messaggio. Se il contenuto è debole una buona comunicazione può metterci una toppa, ma non rinforzarlo; viceversa, se il contenuto è forte e ben strutturato, una comunicazione inadeguata rischierebbe di depotenziarlo.
  • definire correttamente l’obiettivo dell’attività politica.
  • allineare fra loro i livelli ambientali (contesto), comportamentali, delle capacità, delle convinzioni e dei valori, dell’identità e della mission dell’attività politica.
  • apprendere e utilizzare tecniche consone a far crescere la consapevolezza e le motivazioni dell’uomo politico al fine di migliorare la relazione con i destinatari del messaggio/azione politica.
  • assimilare le strategie per comunicare in pubblico. Utilizzare appropriatamente i social network.

Dettagli  sull’argomento in questa pagina e leggi il programma dei corsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marco Luisi
Social

Marco Luisi

Ciao!
Sono Marco Luisi, coach e autore degli articoli che stai leggendo.
Il mio scopo è contribuire a focalizzarti sulle tue potenzialità, a indirizzarle al raggiungimento dei tuoi obiettivi personali, sportivi e professionali e a perfezionare la tua comunicazione relazionale e commerciale. Sono a tua disposizione nell'area Contatti.
Marco Luisi
Social

Latest posts by Marco Luisi (see all)

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *