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Aquila o pollo? Scopri te stesso e le tue potenzialità.

aquila pollo

La sconfitta non è il peggior fallimento. Non aver nemmeno tentato è il peggior fallimento (George. E. Woodberry).

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Un uomo trovò un uovo d’aquila e lo mise nel nido di una chioccia. L’uovo si schiuse contemporaneamente a quelli della covata e l’aquilotto crebbe insieme agli altri pulcini. Per tutta la sua vita l’aquila fece quel che facevano i polli del cortile, pensando di essere uno di loro. Frugava il terreno in cerca di vermi e di insetti, chiocciava e schiamazzava. scuoteva le ali alzandosi di terra di qualche decimetro.

Trascorsero gli anni e l’aquila divenne molto vecchia. Un giorno vide sopra di sè, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso e elegante in mezzo alle forti correnti d’aria, muovendo appena le maestose ali dorate.

La vecchia aquila alzò lo sguardo stupita, “Chi è quello?” chiese.

E’ l’aquila, il re degli uccelli” rispose il suo vicino. “Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perché siamo polli“.

Così l’aquila visse e morì come un pollo, perché pensava di essere tale.

(Anthony Di Mello. Messaggio…)

Un caro amico su Facebook, a proposito di un precedente articolo, mi ha scritto: La vita è un mozzico, va vissuta con umiltà e autocoscienza. Spesso essere se stessi evita stress e frustrazione. Essere consapevoli, questo si, conoscersi, capirsi, e piacersi.
Parole di buon senso e condivisibili. La tecnica motivazionale non può – e non deve – convincere un pony che potrà vincere l’Arc de Triomphe contro dei purosangue da corsa. La conoscenza delle  caratteristiche e delle attitudini deve commisurarsi alla consapevolezza di essere un pony. Detto questo cosa impedisce al cavallino di essere tra i migliori della sua categoria? Perchè volare basso solo per scongiurare stress e ipotetiche delusioni e frustrazioni? Spalle al muro scegli: preferisci il rimorso di aver fatto qualcosa e di aver fallito o il rimpianto di non averci nemmeno provato?

Una delle tante statistiche sostiene che, in prossimità della fine dell’esistenza, il sentimento più ricorrente è il rammarico. Di non aver tentato. Di non aver osato. Di non aver dato il meglio di sè.  Non so quanto sia attendibile l’indagine, ma la domanda vera è Cosa o chi lo ha impedito?

Cosa faresti se questo fosse l’ultimo giorno a tua disposizione?

Riguardo al conoscersi, quanto era consapevole di sè l’aquila descritta da Di Mello? La conoscenza di se stessi non è solo ricerca introspettiva, ma è la somma delle esperienze, delle convinzioni e dei valori che hanno dato forma alla nostra Mappa mentale, per noi l’unica, incontrovertibile chiave di interpretazione della realtà.

La nostra protagonista piumata esclude di poter essere un’aquila perchè non ha  esperienza di quell’animale. Non sa  chi sia. Non ha nemmeno provato, nella sua esistenza, a spiccare il volo, ad alzarsi da terra più di quei pochi decimetri che le ha insegnato chi l’ha allevata e cresciuta. Un po’ come per molti umani allevati a suon di prudenza, umiltà, rassegnazione da genitori che prediligono per i figli un futuro da polli, sicuri perchè vicini al terreno, piuttosto che da aquile, a rischio cadute brutali.

Sia ben chiaro, non c’è nulla di male a essere un pollo. Sempre che tu sia un pollo.

aquila

 

 

Marco Luisi
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